La maggior parte del lavoro, in questo campo, è dedicata in genere, al
reperimento delle immagini, mentre non ci si occupa in modo corretto e
non si dedica abbastanza tempo alla registrazione di suoni naturali validi.
Infatti appena effettuate le riprese ci si sposta immediatamente al luogo successivo.
Buona regola invece sarebbe quella di dedicare alcuni minuti alla raccolta
di rumori di fondo che sono poi caratteristici del luogo in cui si sono
effettuate le riprese perché ogni luogo possiede un suo "rumore" particolare.
Questo permette di avere ottimo materiale e di dare un realismo maggiore
alla traccia audio in fase di editing.
Particolare attenzione bisogna fare ad ogni azione o movimento che durante
la ripresa (o nella ripresa stessa) produce un suono: una porta che sbatte,
un colpo di clacson, un antifurto che scatta, un vetro infranto, ma anche
l'allarme della videocamera che segnala l'esaurimento della batteria.
Dal momento che a volte è difficile tenere il microfono sempre vicino alla
sorgente del suono (per evitare ad esempio di rendere il microfono visibile
nell'inquadratura) allora in queste situazioni ambientali sarebbe meglio
girare ancora l'azione in primo piano, in modo che il microfono venga situato
ben vicino per ottenere il risultato migliore.
La situazione è ancora differente quando la ricerca è mirata: per mirata
si intende quando si ricercano appositamente suoni di fondo generici
(macchinari accesi, lo scrosciare delle acque di un torrente, il rumore
caotico del traffico, e così via…): in questo caso non bisogna accontentarsi
di un suono qualsiasi, ma effettuarne la registrazione nel miglior modo
possibile, variando anche la posizione del microfono; facendo quindi
registrazioni dello stesso rumore ma con il microfono in posizioni diverse;
in fase di editing si sceglierà il suono migliore.
Fonte:la rete e i tecnici di Videostudio1
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