Introduzione
Per determinare le prestazioni di un sistema digitale di trasmissione video
e il segnale che questo trasporta sono necessari nuovi metodi di test e
misura. I sistemi di analisi del segnale audio e video sono ben conosciuti,
tuttavia le misure da effettuarsi per la forma seriale del segnale
differiscono di molto rispetto a quelle usate per analizzare la famigliare
banda passante audio e video.
I principali argomenti trattati in questa guida sono elencati qui di seguito:
Le basi del digitale
-Componenti e composito analogico
Le sorgenti di origine dell'immagine come telecamere e telecinema al loro
interno producono immagini a colori in forma di tre segnali a banda piena
rispettivamente secondo i colori Verde(G), Rosso(R) e Blu(B). Essendo la
visione umana non così sensibile al colore quanto invece sensibile al livello
di luminanza i segnali televisivi vengono in genere trasformati in segnali
di luminanza e differenza colore come mostrato nella figura sotto.

Y è il segnale di luminanza e viene derivato dai colori in RGB in base all'equazione
Y = 0.59G + 0.30R + 0.11B
I segnali di differenza colore lavorano a banda ridotta tipicamente la
metà della banda del segnale di luminanza. In qualche sistema, specialmente
in NTSC, i segnali di differenza colore hanno spesso una larghezza di
banda più bassa e ineguale.
Il formato dei segnali in componenti e i livelli di voltaggio non sono
stati standardizzati per i sistemi a 525 righe mentre questo è stato fatto
per i sistemi a 625 righe (EBU N°10).
È importante notare che il segnale di differenza colore analizzato per
livelli e che permette la formulazione del segnale in Y, R-Y, B-Y fa in modo
che questo sia fuori dal gamut (spettro) se riconvertito in RGB.
Quindi esiste il bisogno di un controllo del gamut dei segnali di differenza
colore se si eseguono operazioni di elaborazione di questi segnali sia in
forma analogica che digitale.
È necessaria una ulteriore limitazione di banda del segnale televisivo
quando esso viene codificato secondo lo standard composito PAL o NTSC come
mostrato nella figura sotto.

Se ogni segnale RGB può avere una larghezza di banda di 6 MHz, i segnali
di differenza colore dovrebbero avere tipicamente una larghezza di banda
di 6 MHz per Y e 3 MHz per le due differenze colore.
Tuttavia un canale di segnale composito ha una larghezza di banda di 6
MHz o meno. Per trasportare quindi il segnale composito esso viene scansionato
secondo un sistema interlacciato 2:1 per fornire 60 o 50 immagini per secondo
con una risoluzione di movimento di 30 o 25 fot./sec.
Il risultato che si ottiene è un canale a 6 MHz in composito che trasporta
immagini a colori con una velocità di 60 o 50 immagini al secondo che nella
sua forma non compressa dovrebbe richiedere tre canali a 12 MHz per una
larghezza di banda totale di 36 MHz; pertanto la compressione dei dati non
è nuova, il digitale la rende solo più facile.
Per il segnale NTSC esistono ulteriori considerazioni circa il gamut quando
si converte da un ambiente di differenza colore; i trasmettitori NTSC non
consento un'ampiezza del 100% del croma con segnali a alta luminanza (per
esempio il giallo). Questo in quanto la portante del trasmettitore va a
zero per segnali che superino del 15% il volt. Quindi esiste un limite più
basso per il gamut per alcuni dei segnali di differenza colore che devono
essere convertiti in NTSC per la trasmissione in RF.
Il sync e il burst essendo parti del sistema di sincronia vengono aggiunti
come mostrato nella figura sotto.


Osservando il segnale analogico a intervalli di tempo discreti, si può
ottenere una sequenza di campionatura di voltaggi che possono essere memorizzati,
manipolati e in seguito ricostruiti.
Per ricostruire accuratamente il segnale analogico la velocità di campionatura
deve essere sufficientemente rapida per evitare la perdita di importanti
informazioni. In genere questo richiede una frequenza di campionatura che
sia almeno il doppio della più alta frequenza analogica da campionare. Nel
mondo reale la frequenza è leggermente più alta del doppio (Il teorema di
Nyquist dice che l'intervallo tra due campionature successive deve essere
uguale o minore della metà del periodo della più alta frequenza presente
nel segnale).
Il secondo passo nel digitalizzare il video è quello di "quantizzare" assegnando
un numero digitale ai livelli di voltaggio del segnale analogico campionato:
- 256 livelli per il video a 8 bit
- 1024 livelli per il video a 10 bit
- Sino a diverse migliaia di livelli per l'audio
Per ottenere i completi benefici del digitale si richiede una campionatura a 10 bit.
La specifica SMPTE 125M richiede una interfaccia a 10 bit mentre la maggior
parte delle macchine attualmente esistenti sono a 8 bit. Il processare a
meno di 8 bit può causare artifacts (difetti) di troncamento o arrotondamento
specialmente su immagini generate elettronicamente.
Se la quantizzazione avviene con un numero di livelli troppo basso si
osserveranno difetti visibili nell'immagine.
Questi difetti appaiono come un "contouring" (bordatura) dell'immagine.
Tuttavia la notizia confortante è che il rumore casuale e il dettaglio dell'immagine
che è presente nella maggior parte delle immagini "live" attualmente, aiuta
a mascherare questo effetto di bordatura rendendolo casuale.
Qualche volta il numero dei livelli di quantizzazione deve essere ridotto,
per esempio quando l'uscita di un processatore a 10 bit entra in un registratore
a 8 bit. In questo caso l'effetto di bordatura viene minimizzato aggiungendo
deliberatamente una piccola quantità di rumore casuale (dither) al segnale.
Questa tecnica è conosciuta come "randomized rounding" (arrotondamento casuale).
-Gli standards video digitali
Gli esperimenti con le tecnologie video digitali sono state basate in
principio sulla campionatura di segnali compositi NTSC e PAL, ma se si
volevano ottenere prestazioni elevate si dovevano usare segnali in componenti,
non compositi.
Il primo standard digitale era in componenti. Un certo interesse verso il
formato composito si ebbe quando Ampex e Sony annunciarono un formato di
registrazione in digitale analogico (D-2). All'inizio queste macchine furono
progettate come macchine a in/out analogico per il loro uso negli esistenti
ambienti PAL e NTSC; ingressi e uscite digitali erano disponibili per copia
da macchina a macchina. Tuttavia il mondo della post produzione riconobbe
che il grande vantaggio che si otteneva dalle possibilità di multi generazione
sarebbe stato completo solo se queste macchine venivano usate in ambiente
totalmente digitale.
-CCIR 601
La CCIR 601 non è uno standard di interfacciamento video ma bensì uno standard
di campionatura.
La raccomandazione CCIR 601 uscì da un gruppo di lavoro SMPTE/EBU determinato
a definire i parametri di campionatura per il video digitale in componenti
per i sistemi televisivi 525/59,94 e 625/50.
Questo lavoro culminò in una serie di test sponsorizzati dalla SMPTE nel
1981 e il risultato fu la nota raccomandazione CCIR 601.
Questo documento specifica il meccanismo di campionatura che deve essere
usato sia per il segnale a 525 che a 625 linee. Esso specifica una campionatura
ortogonale a 13.5 MHz per la luminanza e 6.75 MHz per i due segnali di
differenza colore Cb e Cr che è una versione scalata dei segnali B-Y e R-Y.
La struttura di campionatura è nota come "4:2:2".
Questa nomenclatura è derivata dai giorni nei quali si considerarono dei
multipli della sottoportante NTSC come frequenza di campionatura. Questo
approccio fu abbandonato ma l'uso del "4" che rappresenta la frequenza di
campionatura della luminanza fu mantenuto. Il gruppo di lavoro menzionato
prima esaminò frequenze di campionatura da 12 a 14.3 MHz. Essi scelsero
13.5 MHz come un compromesso in quanto il sottomultiplo 2.25 MHz è un fattore
comune ai sistemi sia a 525 che 625 linee.
Qualche sistema di TV migliorata usa un formato di risoluzione chiamato 8:4:4 che
ha il doppio della larghezza di banda del 4:2:2.
-Componenti in digitale parallelo
La CCIR 601 descrive la campionatura del segnale. L'interfacciamento
elettrico dei dati prodotti da questa campionatura fu standardizzato
separatamente dall'SMPTE e dall'EBU. L'interfaccia parallela 525/59.94 fu
definita dall'SMPTE come standard SMPTE 125M (una revisione del precedente
RP-125) e per il segnale 626/50 dalla specifica EBU Tech 3267 (una revisione
della precedente EBU Tech 3246); entrambe furono adottate dal CCIR che le
riunì nella Raccomandazione 656.
L'interfaccia parallela usa 11 coppie di cavi e connettori tipo D a 25 pin.
Questo tipo di interfaccia multiplexa (cambia la base dei tempi) delle parole
dei dati nella sequenza Cb,Y,Cr,Y,Cb..... il che produce una velocità dei dati di 27 Mwords/sec.
Le sequenze di timing SAV e EAV furono aggiunte ad ogni linea per rappresentare
la partenza del video attivo e la fine del video attivo.
La linea di video attivo digitale contiene 720 campionature e comprende
spazio per la rappresentazione del blanking analogico tra le linee attive.
La CCIR 601 specifica 8 bit di precisione per le parole dei dati che
rappresentano il video.
Al tempo in cui fu definito lo standard si fecero obbiezioni da parte di
alcuni partecipanti i quali sostennero che 8 bit forse non erano sufficienti
e si fecero previsioni di espandere l'interfaccia sino a 10 bit di precisione.
L'operatività a 10 bit si è dimostrata essere ottimale per molte circostanze
e l'ultima revisione dello standard dell'interfaccia fornisce una specifica
a 10 bit anche se si usa un segnale a soli 8 bit (vengono aggiunti 2 bit
passivi. N.d.T.).
La conversione da digitale a analogico è stata scelta con un margine di
sicurezza sopra il picco del bianco e sotto il piedistallo del nero come
mostrato nella figura sotto.

I livelli di quantizzazione per il bianco e per il nero vengono settati in
modo che i livelli a 8 bit siano integrati con due zeri che avranno lo
stesso valore come se il segnale fosse a 10 bit. I valori 000-003 e 3FF-3FC
vengono riservati a scopi di sincronia.
Simili fattori determinano i valori di quantizzazione per i segnali di
differenza colore come mostrato nella figura sotto.

La figura sottostante mostra la posizione delle campionature e le parole digitali rispetto a una linea analogica orizzontale. Siccome l'informazione di timing è trasportata dai segnali EAV e SAV non necessitano segnali di sincronia tradizionali e quindi gli intervalli orizzontali (e i periodi di linea attiva durante l'intervallo verticale) possono essere usati per trasportare dati ausiliari. L'applicazione più ovvia per questo spazio di dati è quella di trasportare audio in forma digitale e sono stati preparati documenti da parte di SMPTE per standardizzare il formato e la distribuzione del pacchetto dei dati audio.

La CCIR 601 è una tecnica ben sperimentata con una gamma completa di macchine
disponibili per la produzione e post produzione. In generale l'interfaccia
parallela è stata sorpassata dallo sviluppo dell'interfaccia seriale che è
molto più pratica in grosse installazioni. La CCIR 601 fornisce tutti i
vantaggi dell'operatività sia in componenti che digitale. E' il sistema da
scegliere per ottenere la più alta qualità possibile per sistemi televisivi
a 525 o 625 linee.
-Composito in digitale parallelo
Il segnale di video composito viene campionato a 4 volte la frequenza della
sottoportante (NTSC e PAL) il che fornisce una velocità di campionatura di
14.3 MHz per NTSC e 17.7 MHz per il PAL.
L'interfaccia è standardizzata per l'NTSC dalla SMPTE 244M e in questo momento
l'EBU sta lavorando nello stesso senso per il PAL.
Entrambe le interfacce specificano una precisione a 10 bit anche se le macchine
in D-2 e D-3 registrano solo 8 bit sul nastro. La quantizzazione del segnale
NTSC (visibile nella figura sotto) viene definita con una modesta zona di sicurezza
sopra la linea del 100%, una piccola quantità di sicurezza sotto al segnale
di sync e si adottano i concetti di esclusione dei valori come per i
componenti. Il digitale composito è stato definito per minimizzare il rumore
di quantizzazione usando una quantità massima di scala (range) digitale.

Come è visibile dalla figura 9 i valori di picco analogico che eccedono attualmente la scala di dinamica digitale potrebbero apparire come errori.

A causa degli assi di campionatura specificati, riferiti alla sottoportante e alla fase del più alto livello di luminanza (come per il giallo) le campionature non eccederanno mai la scala digitale di dinamica. I valori coinvolti sono mostrati nella figura sotto.

Come per l'interfaccia in componenti, la linea attiva in composito digitale
è lunga a sufficienza per comprendere la linea attiva analogica e i contorni
dei blanking.
A differenza dell'interfaccia in componenti, l'interfaccia in composito
trasmette una rappresentazione digitale del sync e del burst tradizionali
durante il blanking orizzontale.
Una rappresentazione digitale del sync verticale e degli impulsi equalizzatori
viene similarmente trasmessa dall'interfaccia in composito.
Le installazioni in composito digitale forniscono i vantaggi della
processazione e interfacciamento digitale e in particolare la multi
generazione della registrazione digitale.
Tuttavia esistono alcune limitazioni: il segnale è composito e quindi ha
l'impronta della codifica in PAL o NTSC composito compreso l'informazione
di banda adiacente del colore tipica di questi schemi di codifica; processi
come il croma key in generale non risultano soddisfacenti per lavori di
alta qualità e si devono eseguire lavorazioni separate per derivare un
segnale di chiave in componenti; qualche operatività come per gli effetti
digitali richiede che il segnale venga convertito in componenti per la
processazione e quindi ricodificato in composito.
La completa escursione del segnale in composito deve essere rappresentata
con 256 livelli su registratori a 8 bit. Senza dubbio il digitale composito
fornisce un ambiente più potente dell'analogico corrispondente sia NTSC che
PAL e è molto conveniente per molti utilizzatori.
Come per il digitale in componenti, l'interfaccia composita parallela usa
un cavo a multi-coppie e connettori a 25 pin tipo D. questo può essere
ritenuto soddisfacente per installazioni piccole e medie ma una gestione
pratica di sistemi complessi richiede una interfaccia seriale.
-Segnali in componenti digitali nel formato a schermo ingrandito 16:9
Molti mercati televisivi mondiali si stanno interessando al sistema di invio
di immagini su schermo ingrandito con proporzione di aspetto 16:9.
Alcuni di questi sistemi come il MUSE in Giappone e il futuro sistema ATV
negli USA sono intesi essere per immagini ad alta definizione; altri come
il PAL Plus in Europa useranno 525 o 625 linee.
I ricevitori domestici in 16:9 sono già stati introdotti su molti mercati
e la loro penetrazione aumenterà significativamente nei prossimi anni.
Per molti broadcasters questo crea un bisogno di programmi realizzati in
16:9. Sono stati proposti due approcci per la rappresentazione digitale in
16:9 di sistemi a 525 o 625 linee.
Il primo metodo conserva la frequenza di campionatura della CCIR 601 usata
per le immagini 4:3 (13.5 MHz per la luminanza).
Questo "stira-allarga" il pixel rappresentato da ogni parola di dati di un
fattore 1.33 orizzontale e ne risulta una perdita di risoluzione spaziale
del 25% se comparato con immagini secondo la CCIR 601. Per qualche applicazione
questo metodo fornisce una risoluzione adeguata e ha il grande vantaggio di
poter usare molte macchine esistenti realizzate secondo la CCIR 601.
Il secondo metodo mantiene la risoluzione spaziale dove alcuni pixel (e
parole dei dati) vengono aggiunti per rappresentare la maggior larghezza
dell'immagine. Questo approccio ha come risultante una campionatura di
luminanza di 960 (punti) per ogni linea di video attivo (comparata con i
720 punti dell'immagine 4:3 e i 1920 punti per un'immagine 16:9 in alta
definizione). Ne risulta una frequenza di campionatura per la luminanza di
18 MHz.
Questo sistema fornisce la stessa risoluzione spaziale della CCIR 601 sul
formato 4:3 ma non è possibile usare le macchine attuali esistenti,
progettate solo con campionatura a 13.5 MHz. La risoluzione aggiuntiva di
questo metodo può risultare vantaggiosa quando si desideri una qualità
assoluta per la post produzione o quando sia contemplata una up-conversion
in alta definizione.
Lo standard SMPTE 267M che è stato proposto fornisce prestazioni per entrambi
i sistemi sia a 13.5 MHz che a 18 MHz.
Siccome i segnali 16:9 che usano una campionatura a 13.5 MHz sono elettricamente
indistinguibili dai segnali 4:3 essi possono essere convertiti dall'interfaccia
seriale SMPTE 259M a 270 Mb/s.
Ci si aspetta che la SMPTE 259M sia rivista per fornire la trasmissione
seriale dei segnali campionati a 18 MHZ con l'uso dello stesso algoritmo
con una velocità dei dati di 360 Mb/s.
-Il video digitale seriale
La connessione in parallelo delle macchine digitali risulta pratico solo
per piccole installazioni, ma esiste anche una reale necessità per una
trasmissione su un solo cavo coassiale. Questo non è semplice in quanto
la velocità dei dati è alta e se il segnale viene trasmesso in forma
seriale senza modifiche, la sua ricostruzione in modo affidabile diventa
molto difficoltosa. Il segnale seriale deve essere modificato prima della
sua trasmissione per assicurare che esistano sufficienti contorni (fronti)
per una ricostruzione del clock affidabile, deve essere anche ridotto il
contenuto di basse frequenze del segnale digitale trasmesso e deve essere
distribuito lo spettro di energia in modo che si possano ridurre i problemi
causati dall'emissione di radiofrequenza.
Nei primi anni '80 l'EBU emise una normativa circa una interfaccia seriale
per i segnali della CCIR 601. Questa interfaccia usava una codifica a 8/9
blocchi e ne risultava una velocità di trasmissione di 243 Mb/s. Questa
interfaccia non supportava la precisione dei segnali a 10 bit e esistevano
alcune difficoltà nel realizzare circuiti integrati affidabili e economici.
L'interfaccia basata sul sistema di codifica in blocchi fu abbandonata e
fu sostituita da un'interfaccia con una codifica del canale che utilizzava
lo scrambling (mischiamento pseudo-casuale) e una conversione in NRZI.
L'interfaccia seriale è stata standardizzata come SMPTE 259M e EBU Tech. 3267
ed è stata definita sia per segnali in componenti che compositi comprendendo
l'audio digitale embedded (messo dentro-contenuto).
Concettualmente l'interfaccia seriale digitale assomiglia a un sistema di
"portante" per le applicazioni in studio. La banda passante di base, audio
e video, viene digitalizzata e combinata su una "portante" digitale come
mostrato nella figura sotto (Non è proprio un sistema di "portante" in quanto
questa è un segnale base digitale e non esiste modulazione della "portante").

La velocità della trasmissione dei dati (bit-rate,frequenza della "portante")
viene determinata dalla frequenza di clock dei dati digitali e risulta essere di:
- 143 Mb/s per NTSC
- 177 Mb/s per PAL
- 270 Mb/s per componenti secondo la CCIR 601.
È stato proposto un sistema in componenti per schermo allargato a 16:9 che
ha un bit-rate di 360 Mb/s.
I dati paralleli che rappresentano le campionature del segnale analogico
vengono processati con le seguenti funzioni:

per creare la cascata dei dati digitali.
Il clock parallelo viene usato per caricare le campionature in un registro di
memoria e spostamento e un multiplo x10 del clock parallelo "sposta fuori"
(dal registro) i bits, LSB (least significant bit) per primi, per ogni parola
di 10 bit. Se sono disponibili solo dati a 8 bit il serializzatore mette
due zeri nei due ultimi LSB per completare la parola di 10 bit. I segnali
in componenti non necessitano di un ulteriore processo in quanto i segnali
di SAV e EAV dell'interfaccia parallela forniscono una sequenza unica che
può essere identificata in ambiente digitale per consentire la messa in sequenza
delle parole all'interno del field/frame. Se vengono insertati dati ausiliari
come l'audio ,questi dati saranno trasportati dall'interfaccia seriale.
L'interfaccia seriale può essere usata in associazione a un normale cavo video
coassiale.
La conversione da parallelo a seriale per segnali compositi è una cosa più complessa.
Come detto prima i segnali SAV e EAV dell'interfaccia parallela in componenti
forniscono una sequenza unica che può essere identificata in ambiente
digitale. L'interfaccia parallela composita non possiede questi segnali quindi
è necessario inserire segnali affidabili di timing (TRS) nel segnale dell'interfaccia
parallela prima della serializzazione.
Un segnale di TRS di tre parole viene insertato nel segmento del sync per
permettere una messa in fase rispetto a field/frame da parte del ricevitore
che dovrebbe anche rimuovere il TRS dal segnale digitale seriale ricevuto. L'interfaccia
in parallelo composito non permette la transizione di dati ausiliari e la
trasmissione del sync e del burst significa che esiste meno spazio per l'inserzione
di dati.
Per la conversione da parallelo a seriale si deve usare il segmento del sync.
Tuttavia lo spazio di dati in NTSC è sufficiente per 4 canali di audio digitale
AES/EBU. Dati ausiliari come l'audio possono essere sommati prima della
serializzazione e questo dovrebbe essere fatto dal co-processore che inserta i TRS.
Seguendo il processo di serializzazione dell'informazione parallela, la cascata
dei dati viene scramblerata da un algoritmo matematico e quindi codificata in
NRZI (non-return to zero inverted) da una concatenazione delle seguenti due funzioni:

Al ricevitore viene usata la forma speculare di questo algoritmo nel
deserializzatore per ricostruire correttamente i dati.
Nel sistema di trasmissione seriale digitale il clock è contenuto nei dati
al contrario del sistema parallelo ove il clock ha una linea (canale)
separata. Sottoponendo a scrambling i dati si assicura una abbondanza di
transizioni come richiesto dalla ricostruzione del clock. La matematica
dello scrambling e descrambling ci porta verso la realizzazione di speciali
segnali di test per i sistemi digitali seriali che saranno descritti più
avanti.
Codificando in NRZI si rende la cascata dei dati insensibile alla polarità. Il
termine NRZ (non return to zero) rappresenta un circuito di logica ormai
famigliare ove un alto livello è un "1" e un basso livello è uno "0". Per
un sistema di trasmissione è conveniente che non sia richiesta una certa
polarità del segnale al ricevitore.
Come mostrato nella figura 13 una transizione di dati viene usata per
rappresentare ogni "1" e non esiste transizione per il dato "0". Il risultato
è che è sufficiente solo identificare le transizioni, il che significa che
diventa possibile usare entrambe le polarità del segnale.

Un altro risultato della codifica in NRZI è che un segnale di tutti "1" ora
produce una transizione ogni periodo di clock e ne risulta una forma d'onda
quadra ogni mezzo della frequenza di clock. Tuttavia gli "0" non producono
alcuna transizione e pertanto questo ci porta alla necessità di dover
scramblerare i dati.
-Conversione della velocità conversione del formato
Passando da componenti digitali a composito digitale in entrambe le direzioni ,
esistono due passi specifici: l'attuale codifica e decodifica e la conversione
della velocità di campionatura da uno standard a un altro.
La velocità di campionatura digitale per questi due formati è diversa: 13.5
MHz per i componenti digitali e 14.3 MHz per il segnale composito NTSC
( 17.7 MHz per il PAL).
Questo secondo passo viene chiamato "rate conversion". Il termine
"conversion" viene spesso usato per significare sia codificare che
decodificare e una conversione della velocità di campionatura digitale. Strettamente
parlando, la rate conversion è prendere una velocità di campionatura e
farne di questa un'altra velocità al di fuori di essa.
Per i nostri scopi noi useremo il termine "format conversion" per significare
che la codifica e la decodifica sia una conversione della velocità di campionatura.
La sequenza di format conversion dipende dalla direzione. Per (o da) componenti
a composito, la sequenza usuale è la rate conversion seguita dalla codifica. Per
(o da) composito a componenti, la sequenza è decodifica seguita da rate conversion
(come mostrato in figura sotto).

E' molto più facile fare una produzione in componenti in quanto non è necessario
aspettare ogni fine sequenza di color framing (4 field in NTSC e 8 field in
PAL) per giuntare due pezzi di video insieme (edit su nastro), al contrario
essi possono essere messi in fila ogni due field (motion frame); in più il
sistema a componenti è di qualità più alta in quanto i segnali di luminanza
e crominanza vengono gestiti separatamente.
I due principali apportatori di qualità in questo processo sono i processi
di codifica e decodifica e la sample rate conversion (conversione della
velocità di campionatura).
Se uno o entrambi i processi sono carenti, la qualità del prodotto finale
ne soffrirà. Per cambiare con accuratezza la sampling rate digitale si
devono fare calcoli tra due diverse velocità di campionatura (sampling rate)
e si devono fare interpolazioni calcolate tra la locazione fisica dei
dati del pixel sorgente e la locazione fisica del dato del pixel di
destinazione. Tutti i 709.397 pixel di un frame in PAL, con l'eccezione di
uno, devono essere mappati (calcolati). Per eseguire questo intenso calcolo
di conversione si deve usare un algoritmo estremamente accurato. Se l'algoritmo
è sufficientemente accurato per gestire il segnale in PAL sarà ancora più
adatto per la conversione in NTSC. Per assicurare la qualità del video si
deve quindi usare un algoritmo molto sofisticato e le macchine devono
fornire coefficienti precisi riducendo al minimo gli errori di arrotondamento.
-I formati digitali audio e i relativi standards
L'audio digitale AES (conosciuto anche come AES/EBU) si conforma alle specifiche
AES3 (ANSI 4.40) intitolate: "Pratiche raccomandate da AES per l'engeneering
dell'audio digitale - Formato di trasmissione seriale per due canali di
dati audio rappresentati in modo lineare".
L'audio digitale AES/EBU è il risultato della cooperazione tra l'Audio
Engeneering Society e l'Eurpean Broadcasting Union.
Quando si parla di audio digitale una delle considerazioni più importanti
è il numero di bit per campionatura. Mentre il video lavora con 8 o 10 bit
per campionatura, l'audio aumenta il numero dei bit da 16 sino a 24 per
fornire lo spettro di dinamica e il rapporto segnale/disturbo desiderati.
La formula di base per determinare il SNR (signal to noise ratio) per l'audio
digitale e':
SNR = (6.02* n) + 1.76
dove "n" e' il numero dei bit per campionatura.
Per un sistema a 16 bit in teoria il massimo SNR dovrebbe essere:
(6.02* 16) + 1.76 = 98.08 dB
Per un sistema a 18 bit il SNR dovrebbe essere 110.2 dB e per un sistema a
20 bit sarà 122.16 dB. Un convertitore ADC (analog to digital converter) a
20 bit probabilmente offre un valore compreso tra 100 e 110 dB.
Usando la formula vista sopra per un SNR di 110 dB questo sistema ha l'equivalente
di una risoluzione a 18.3 bit.
Sino a poco tempo fa una convertitore A/D a 20 bit era molto costoso e
consumava molta alimentazione che generava calore. Per queste ragioni molti
convertitori A/D lavoravano a 18 bit. Recentemente i convertitori a 20 bit
sono stati resi disponibili a un costo più basso e con un minor consumo di
alimentazione e pertanto l'industria si sta spostando verso di essi. Per
diminuire la quantità dei dati la maggior parte dei VTR registrano l'audio a
20 bit mentre lo standard AES consente campionature audio sino a 24 bit per
campionatura.
Ogni segnale digitale audio AES consiste di due canali audio con i dati formattati
come mostrato nella figura sotto. Ogni campionatura è trasportata da un
sub-frame che contiene 20 bit di dati campionati, quattro bit di dati ausiliari
(che possono essere usati per estendere la campionatura da 20 bit a 24 bit),
quattro altri bit di dati e preambolo.

Due sub-frame formano un frame che contiene una campionatura per ognuno
dei due canali. Il preambolo indica per quale canale deve essere intesa
la campionatura, la partenza di un blocco di frame usato per organizzare
i dati dell'utente (user data) e i dati di status del canale. Quando l'audio
digitale viene registrato su un VTR o messo dentro (embedded) nella cascata
dei dati seriali, la partenza del blocco di 192 frame viene indicato dal bit
chiamato "Z" che corrisponde all'evento del preambolo "Z-type".
Nello standard AES sono consentite diverse velocità di campionatura. Per la
televisione la velocità' di campionatura preferita è di 48 KHz, loccata al
clock del video come richiesto dai VTR digitali. I 32 bit associati a ogni
campionatura audio producono una densità di dati di 3.07 Mb/s per due canali
(una cascata seriale).
-L'audio embedded (messo dentro)
L'audio digitale AES può essere embedded nella cascata dei dati seriali
multiplexando rispetto alla costante di tempo i dati nello spazio disponibile
per i dati ausiliari. Per segnali compositi lo spazio disponibile (figura sotto)
è quello degli impulsi di sincronia orizzontale e verticale il che consente
solo l'impiego di 4 canali di audio AES ( 2 cascate di dati).

Questa e' una buona prestazione per i VTR digitali che riescono quindi a
registrare 4 canali di audio digitale. Nel video a componenti esiste una
maggiore disponibilità di spazio per dati ausiliari in quanto tutte le parole
che non trasportano il video attivo possono essere usate per altri scopi.
Questo fornisce spazio per 16 canali (8 cascate di dati AES) e altri dati
di altro tipo. Siccome questo spazio è disponibile anche nella forma parallela
dei dati, è possibile (ma non è' pratica comune) usare l'audio embedded anche
in forma parallela.
In seguito alla capacità dei VTR digitali di avere 4 canali audio digitali,
le specifiche di base dell'audio embedded comprendono la quantità minima di
dati formattati nei dati ausiliari e conosciuti come "audio data packets".
-Inserire l'audio AES/EBU in un sistema
Il video e l'audio digitali seriali stanno per diventare di uso comune in
post produzione e nelle stazioni TV. In molti casi il video e l'audio sono
sorgenti coniugate e può essere utile tenerli insieme e trattarli come una
singola cascata seriale digitale. Questo ha per esempio il vantaggio di tenere
il segnale in ambiente digitale e di poterlo quindi commutare attraverso una
matrice di commutazione seriale digitale. In altre circostanze allorché si
desideri separare qualche sorgente audio, l'audio digitale può essere demultiplexato
e commutato separatamente per mezzo di una matrice di assegnazione audio
digitale nel formato AES/EBU.
Al ricevitore dopo che l'audio multiplexato è stato passato attraverso una
matrice di assegnazione seriale digitale, può' essere necessario estrarre
l'audio dal video in modo che l'editing, il completamento dell'audio e altri
processi possano essere eseguiti.
Questo richiede un demultiplexer che tiri fuori l'audio AES/EBU dalla cascata
dei dati seriali video. L'uscita di un tipico demultiplexer ha un connettore
tipo BNC per il video seriale digitale e due connettori per le due coppie di
audio digitale AES/EBU.
L'hardware del sistema:
-La scelta del cavo
I cavi video analogici mostrano le perdite minori nello spettro dalle basse
frequenze (prossime alla DC) sino a 10 MHz. Nel mondo seriale digitale le
perdite sul cavo in questa porzione di spettro provocano poche conseguenze
ma importanti. La perdita più alta si ha nello spettro delle alte frequenze
di 143, 177, 270 o 360 MHz.
Fortunatamente la robustezza del segnale seriale digitale rende possibile
equalizzare queste perdite facilmente. Pertanto convertendo da analogico a
digitale, l'uso di cavi della qualità esistente sul mercato non pone alcun problema.
Una caratteristica importante per il cavo coassiale da usarsi per il seriale
digitale è che la risposta in frequenza deve essere approssimativamente proporzionale a:
al di sotto delle frequenze inferiori a 1 MHz.
Una deviazione significativa nella regione delle basse frequenze può confondere
l'operatività dell'equalizzatore automatico. Ecco alcuni dei cavi comunemente usati:
- PSF 2/3 UK
- BELDEN 8281 USA-Japan
- F & G 1.0/6.6 Germania
Questi cavi hanno prestazioni eccellenti per segnali seriali digitali.
I costruttori di cavi stanno studiando la possibilità di costruzione di nuovi
tipi di cavi a bassa perdita progettati appositamente per il digitale seriale.
Esempi di cavi in alternativa ai sopra citati possono essere ad esempio il Belden
1505A che essendo più sottile è anche più flessibile e meno costoso dell'8281 e
ha prestazioni più alte alle frequenze che sono più critiche per i segnali seriali digitali.
Un altro cavo da prendere in considerazione è il Belden 9292 o simili. Questo
cavo ha il vantaggio di avere una bassa perdita ma è più sottile e flessibile. Viene
richiesto un diverso tipo di BNC come connettore che rende il cablaggio di
pannelli più difficoltoso.
In aggiunta l'anima schiumosa può essere deformata in modo permanente se
schiacciata, con il risultato di ottenere riflessioni e pertanto questo cavo
dovrebbe essere usato con cautela.
-Connettori
Sino a poco tempo fa i connettori BNC usati nella televisione avevano un'impedenza
caratteristica di 50 ohm. Si sono resi disponibili connettori BNC a 75 ohm ma
fisicamente incompatibili con i connettori a 50 ohm.
Il disadattamento d'impedenza rispetto al cavo è di relativamente piccola
importanza per le frequenze del video analogico in quanto la lunghezza della
forma d'onda dei segnali è molte volte più lunga della lunghezza del
connettore. Ma con l'uso dei dati a alta velocità (e quindi con una forma d'onda
più corta), l'impedenza del connettore deve essere tenuta in considerazione. In
generale la lunghezza di un semplice connettore BNC non ha un effetto
significativo sul segnale digitale seriale.
Diversi pollici di connessione a 50 ohm come una serie di barilotti su un cavo
corto ,si potrebbero usare senza un effetto rilevante. Nel caso specifico del
trasmettitore o ricevitore seriale la macchina attiva associata al connettore
sul telaio ha bisogno di un adattamento di impedenza significativo. Questo
potrebbe far pensare che un connettore a 50 ohm potrebbe essere usato nella
nostra banda di interesse. È invece buona pratica nel cablaggio evitare
disaccoppiamenti di impedenza e usare componenti a 75 ohm in ogni caso possibile;
questa è la norma che deve essere seguita per l'installazione di nuovi sistemi
in digitale seriale.
-Patch panel
La stessa cosa è vera anche per altri componenti passivi nei sistemi come
i patch panel (jackfield video). Per evitare le riflessioni causate dalla
discontinuità d'impedenza questi elementi dovrebbero avere la caratteristica
tipica di essere a 75 ohm. Gli esistenti patch panel a 50 ohm potrebbero
rivelarsi adeguati ma nuove installazioni dovrebbero usare patch panels a 75 ohm.
Diversi costruttori di patch panel offrono versioni a 75 ohm progettate
specificamente per le applicazioni seriali digitali.
-Terminazioni e loop
Lo standard del digitale specifica che la perdita per riflessione tra
trasmettitore e ricevitore deve essere maggiore di 15 dB sino a 270 MHz.
Pertanto la terminazione dovrebbe essere a 75 ohm con nessun componente
significativo reattivo a 270 MHz.
Chiaramente questa frequenza è correlata al componente digitale quindi
sarebbe pensabile una frequenza più bassa per l'NTSC in futuro.
Come si può vedere dalla modesta specifica di 15 dB la perdita per riflessione
non è un punto critico nel sistema video seriale digitale. Diventa più critica
con un cavo corto piuttosto che con un cavo lungo in quanto il segnale riflesso
viene attenuato dalla lunghezza del cavo.
La maggior parte dei ricevitori digitali sono terminati direttamente per evitare
i problemi di riflessione. Siccome i circuiti attivi del ricevitore non sembrano
essere a 75 ohm, si devono inserire circuiti per fornire una terminazione con
buona resistività e avere quindi bassi valori di riflessione. Alcuni prodotti
presenti sul mercato non forniscono valori di perdita per riflessione secondo
le specifiche per le frequenze più alte. Questo non sembra abbia causato
grossi problemi ma tuttavia anche qui dovrebbe prevalere un buon engeneering.
I loop attivi sono molto comuni nelle macchine seriali digitali in quanto essi
sono relativamente semplici e posseggono caratteristiche di rigenerazione
simile a un amplificatore di distribuzione con re-clock. Essi forniscono
anche un isolamento tra ingresso e uscita.
Tuttavia se la macchina viene spenta per qualche ragione, la connessione
si interrompe. Anche per le connessioni in loop si devono prendere le stesse
cautele riguardo all'impedenza. È possibile anche effettuare loop passivi
per diagnostica di sistema e identificazione di guasti quando è necessario
per osservare il segnale nel punto del percorso sotto analisi. Se si deve
fare un loop per monitorare è importante che questo sia un loop passivo per
due ragioni: la prima, il trasmettitore seriale con molte uscite di solito
possiede dispositivi attivi separati per ogni uscita e quindi monitorare
un'uscita non indica che necessariamente la qualità di un'altra uscita; la
seconda, se si usa un loop attivo la perdita di alimentazione o spegnimento
della macchina usata per monitorare il segnale spegnerà anche il segnale,
il che potrebbe risultare disastroso in situazione operativa. Se non viene
usato un loop passivo è importante assicurarsi che la terminazione sia a
75 ohm con nessun componente significativamente reattivo alla frequenza del
clock del segnale digitale seriale.
L'audio digitale AES/EBU ha fatto nascere interessanti questioni a seguito
delle sue caratteristiche. Nell'applicazione professionale viene tradizionalmente
impiegato l'audio bilanciato per evitare hum e altri problemi. Di solito
vengono usati cavi a multi conduttori arrotolati su di loro e schermati.
Il connettore XLR fu scelto come connettore tipo e usato universalmente nella
maggior parte delle applicazioni professionali. All'evolversi dell'audio
digitale AES/EBU fu naturale pensare di continuare ad usare i tradizionali
cavi e connettori in uso. Lo scopo della AES3 copre la trasmissione digitale
audio sino a 100 mt di distanza e si possono impiegare i tradizionali cavi
arrotolati a due a due e schermati.
Siccome l'audio AES/EBU ha una banda passante molto più grande dell'audio
analogico, i cavi devono essere scelti con cura. Per adeguarsi alle specifiche
della AES/EBU, l'impedenza una sorgente di 110 ohm e impedenze di carico. Lo
standard non fornisce specifiche per un carico a ponte tuttavia in teoria è
possibile pontare gli ingressi come si fa tradizionalmente per l'audio analogico.
Cavi non terminati propriamente possono causare riflessioni e di conseguenza errori nei dati.
Le frequenze relativamente alte dei segnali della AES/EBU non possono viaggiare
sulla coppia di cavi schermati così facilmente come l'audio analogico. La capacità
del cavo e la perdita alle alte frequenze provoca una diminuzione alle alte
frequenze. I fronti dei segnali possono arrotondarsi e l'ampiezza del segnale
può abbassarsi e pertanto il ricevitore può arrivare al punto da non riuscire
più a distinguere un "1" da uno "0". Questo rende il segnale non più decifrabile. Di
solito i cavi sono limitati in lunghezza a poche decine di metri. Vengo specificati
anche i connettori XLR.
Siccome la AES/EBU ha frequenze che raggiungono i 6 MHz, c'è stato il suggerimento
di utilizzare cavo coassiale sbilanciato con connettori BNC per migliorare le
prestazioni dell'audio negli impianti video e per la trasmissione a più di 100 mt.
Esistono molte commissioni che stanno studiando l'impiego del connettore BNC per
l'audio digitale della AES/EBU. Il documento ICE 958 descrive una linea sbilanciata,
uno schema a due cavi per cavo coassiale a 75 ohm, la AES ha allo studio il documento
AES3-ID e l'SMPTE ha al lavoro un gruppo sull'interfaccia audio digitale per la
televisione che affronta questo argomento.
La preferenza è di ridurre il segnale bilanciato a 110 ohm a sbilanciato a
75 ohm e di ridurre il segnale da 3 - 10 volt a 1 volt. Il segnale risultante
avrebbe le stesse caratteristiche dell'audio analogico e potrebbero quindi essere
utilizzati i tradizionali metodi e macchine di distribuzione del video analogico
per distribuire l'audio digitale. Il costo di cablare un cavo terminato a BNC è
minore che non intestare un cavo con connettori XLR. Test hanno anche stabilito
che la radiazione EMI (emissione in radiofrequenza) è minore se si usa un cavo
di distribuzione coassiale.
Argomenti del sistema
-La distribuzione del segnale, re-clocking
Quindi un segnale video può essere digitale ma il mondo attraverso il quale
questo segnale passa è analogico. Di conseguenza è importante considerare
la distorsione che l'analogico apporta al segnale digitale. Questa comprende:
perdita in risposta in frequenza causata dall'attenuazione del cavo,
distorsione di fase, rumore, jitter del clock, spostamento della posizione di
0 DC dovuta all'accoppiamento della AC.
Mentre un segnale digitale manterrà la capacità di comunicare i suoi dati
nonostante un certo grado di distorsione, esiste un punto al di sotto del quale
i dati non saranno più ricostruibili. La lunghezza dei cavi è il principale
fattore di introduzione di distorsione nel segnale.
La maggior parte delle macchine digitali effettuano una qualche forma di
equalizzazione e di rigenerazione su tutti gli ingressi per compensare le
diverse lunghezze dei cavi. Se si considera il caso specifico degli
amplificatori di distribuzione e delle matrici di commutazione esistono
diversi approcci che possono essere usati; amplificatori a larga banda,
amplificatori digitali a larga banda, amplificatori digitali di rigenerazione.
Prendiamo in esame per primo l'ultimo caso citato, la rigenerazione di un
segnale digitale in generale significa ricostruire i dati da un segnale in
ingresso e trasmetterli con una forma d'onda pulita usando una sorgente di
clock stabile. La rigenerazione di un segnale digitale permette la sua ulteriore
trasmissione in avanti e sostiene maggiormente il segnale che ha già subito
qualche distorsione analogica. La rigenerazione in generale usa le caratteristiche
del segnale in ingresso, per esempio il clock auto-estratto, per produrre l'uscita.
Nel video seriale digitale esistono due modi di rigenerare: seriale e parallelo.
La rigenerazione seriale è la più semplice. Consiste nell'equalizzazione del cavo,
nella rigenerazione del clock, la ricostruzione dei dati e la ritrasmissione dei
dati usando il clock ricostruito. Un oscillatore agganciato in fase (PLL) con un
LC (induttanza/capacità) o RC (resistor/capacitor) rigenera la frequenza del clock
seriale, un processo chiamato "reclocking".
La rigenerazione parallela è più complessa. Essa coinvolge 3 passi: la
deserializzazione, il reclocking parallelo di solito usando un tempo di base
controllato da un cristallo e la serializzazione.
Ogni forma di rigenerazione può ridurre il jitter al di fuori della larghezza
di banda del suo PLL ma il jitter all'interno della larghezza di banda del loop
sarà riprodotta e può accumularsi in modo significativo a ogni rigenerazione.
Un rigeneratore seriale ha una larghezza di banda del loop dell'ordine di
diverse centinaia di KHz sino a qualche MHz. Un rigeneratore parallelo ha
una banda più stretta , nell'ordine di diversi Hz.
Di conseguenza un rigeneratore parallelo può ridurre il jitter di una quantità
maggiore di un rigeneratore seriale alle spese di una maggior complessità. In
aggiunta il jitter in una base di tempo controllata da un cristallo
(rigeneratore parallelo) è molto minore di un oscillatore LC o RC che controlla
la base di tempo (rigeneratore seriale).
I rigeneratori seriali ovviamente non possono eseguire un numero illimitato
di volte l'operazione di rigenerazione in quanto il jitter del PLL si
assommerebbe via via e perché il clock è autoestratto dal segnale in ingresso. La
rigenerazione seriale, di solito, può essere eseguita dozzine di volte prima
che si renda necessaria una rigenerazione parallela. Un jitter che è andato
aumentando sino a un livello eccessivo può causare un blocco del sistema. L'accettazione
della quantità di jitter per un ricevitore seriale deve quindi essere presa
in considerazione e gestita dal sistema, questo punto verrà discusso più avanti.
Una rigenerazione ove un clock di riferimento viene usato per produrre un'uscita
può essere eseguita un numero illimitato di volte e eliminerà ogni jitter che si
è andato accumulando in una serie di operazioni di rigenerazione.
Questo tipo di rigenerazione avviene nelle macchine principali come VTR, mixer
video, effetti digitali che usino un riferimento esterno per effettuare i loro
processi digitali. Pertanto la rigenerazione può avvenire in modo perfetto,
l'unica limitazione sono le considerazioni economiche.
Un approccio completamente diverso alla distribuzione del segnale è l'uso di
matrici di commutazione a larga banda ma esistono molte limitazioni.
È vero che le matrici analogiche di distribuzione a larga banda ( più di
100 MHz) lascerebbero passare il segnale di 143 Mb/s seriale; tuttavia esse
non hanno precisamente le specifiche richieste per i 270 Mb/s e 360 Mb/s.
Con matrici progettate per la commutazione di segnali a larga banda analogici
la caratteristica di risposta in frequenza avrebbe un effetto negativo sul
segnale. I ricevitori che lavorano con il segnale della SMPTE 259M si aspettano
di ricevere un segnale trasmesso da una sorgente standard e attenuato dal cavo
coassiale con una perdita in frequenza secondo la citata:
Qualsiasi deviazione da 6 dB per ottava supererà la larghezza di banda di 1
MHz sopra alla frequenza di clock e provocherà un'operatività impropria
dell'equalizzatore automatico nel ricevitore seriale.
In generale questo è un problema importante in quanto le matrici analogiche
sono progettate per avere una risposta piatta sino a una certa larghezza di
banda e quindi cadere secondo un certo inviluppo che può o non può essere di
6 dB per ottava. È la differenza tra "il dentro la banda" e "il fuori dalla
banda" che genera il problema.
Tra questi due estremi esistono matrici di commutazioni seriali digitali
che non fanno il re-clock del segnale. Questo tipo di matrici di solito
lavorano in modo adeguato a qualsiasi frequenza di clock per la quantità di
cavo compreso dalle loro specifiche. Tuttavia queste specifiche sono di solito
più corte di quelle delle matrici che effettuano il re-clock.
-Il timing del sistema
Bisogna chiarire che la necessità della pianificazione del timing
(messa in fase) e la misura del segnale di timing nel video digitale non
è stata eliminata ma solamente spostata a parametri e valori diversi.
Nella maggior parte dei casi nell'ambiente digitale la gestione di un
timing estremamente preciso non esiste e viene misurata in microsecondi,
linee e fotogrammi invece di nanosecondi.
In molti casi la distribuzione e il timing diventa più semplice con la
processazione digitale in quanto le macchine che hanno ingresso e uscita
digitale possono in modo automatico mettere in timing il loro ingresso.
Tuttavia i sistemi misti analogici/digitali pongono restrizioni alla gestione
del timing digitale.
Il timing relativo di segnali multipli rispetto al riferimento viene richiesto
dalla maggior parte dei sistemi. Da una parte un ingresso a un mixer video
analogico deve essere messo in timing con approssimazione al nanosecondo in
modo che non vi sia errore di fase della sottoportante. Dall'altra parte la
maggior parte dei mixer video digitali permettono un tiling relativo tra i
segnali in ingresso con margine di gioco di una linea orizzontale.
Le specifiche per il timing tra segnale e segnale per un mixer video digitale
possono essere divise in tre categorie:
Nel primo caso il segnale deve essere nell'ambito operativo dell'auto
compensazione, in genere nell'ambito di una riga orizzontale.
Per l'installazione di sistemi e per la loro manutenzione è importante misurare
il tempo relativo dei segnali per assiscurare che essi sono all'interno del
campo di lavoro della compensazione automatica con abbastanza margine di
sicurezza da permettere cambiamenti non previsti.
La RC dell'SMPTE N° 168 che si applica sia a sistemi a 525 che 625 linee
definisce l'accuratezza di timing richiesta per il secondo caso ove i
segnali vengono presentati a una matrice di commutazione per eseguire una
commutazione nell'intervallo verticale. Viene consentita un'approsimazione
di 10 us al contrario della più stretta specifica richiesta per le matrici
per il segnale analogico. Nel punto di commutazione, a causa delle capacità
di autosincronizzarsi del ricevitore seriale, la parte della linea dopo la
commutazione sarà con un valore casuale sino a che arriverà il prossimo dato
di EAV (End of Active Video) che rimetterà in framing (nella giusta sequenza,
in timing ) le parole in arrivo.
Il terzo caso è quello di un ingresso dedicato a un convertitore D/A che
non possiede auto compensazione e in questo caso si richiede l'accuratezza
dei sistemi analogici odierni ovvero con tolleranza all'interno del nanosecondo.
Questo è vero se saranno richieste successive lavorazioni analogiche come
quelle effettuate da un mixer video analogico; in alternativa, se il segnale
analogico è semplicemente l'uscita dello studio, può non essere richiesta
questa alta precisione.
La regolazione automatica del timing è una componente chiave per i sistemi
digitali ma non si possono attualmente applicare alla cascata dei dati seriali
a causa dell'alta frequenza del segnale digitale.
È necessaria una conversione del segnale nella forma parallela.
Questa è una necessità per una certa varietà di macchine che effettuano il
ritardo (la messa in timing). Questo comprende anche un sistema di linee di
ritardo multiple e sistemi di ritardo di fotogramma.
Una macchina che esegue il ritardo di fotogramma (frame delay) sicuramente
avrà come risultato di ritardare il video di questa quantità (un frame = 1/25
di secondo in PAL) e quindi provocherà noiosi problemi di fuori sincrono rispetto
all'audio e rispetto alla fase del time code all'interno del sistema.
Nel caso in cui l'audio e il video vengano processati con percorsi diversi
(non embedded) esiste la possibilità che si presenti il problema di ottenere
un ritardo audio/video.
Il ritardo causato dal sistema embedded è invece da ritenersi insignificante
(inferiore al millisecondo).
Monitoraggio e misura
I test e le misure dei segnali digitali seriali sono caratterizzati da tre
diversi aspetti: l'uso, i metodi e l'ambiente operativo.
I tipi d'uso potrebbero comprendere: il banco di lavoro del progettista,
il controllo di qualità in costruzione, la valutazione di macchine da
parte dell'utente, l'installazione di sistemi e test di accettazione, la
manutenzione di macchine e sistemi, e forse la più importante ovvero l'operatività.
I requisiti per il monitoraggio di base dovrebbero comprendere il display del
segnale trasportato dal segnale digitale seriale con prestazioni e accuratezza
al pari degli attuali metodi di misura dei segnali analogici. Un monitor
operativo dovrebbe anche fornire informazioni a proposito del segnale digitale
stesso come: i dati disponibili, errori nei bit, errori nella formattazione
dei dati. Un display della forma d'onda seriale non è necessario. A causa
della natura "robusta" dei segnali video digitali è possibile ridurre il numero
delle operazioni richiesta a uno strumento di monitoraggio operativo. Tuttavia
il monitoraggio della forma d'onda del segnale è necessaria in tutte le
postazioni ove un operatore o una macchina ha la possibilità di cambiare i
parametri del segnale. Il TEKTRONIX WFM 601 Digital Monitor è uno strumento
di monitoraggio operativo per segnali in componenti digitali e viene mostrato
nella figura sotto.

I metodi per la valutazione tecnica coprono diverse aree d'uso e devono essere
complementari o sovrapponibili.
Oltre ai consueti metodi di misura dei segnali televisivi esiste una nuova
dimensione per i test e le misure per valutare i vari parametri associati
direttamente alla forma d'onda seriale.
Il risultato sono una serie di diverse categorie di monitoraggi e metodi
di misura che devo essere presi in esame: l'analisi del segnale video,
l'analisi dei dati, la verifica del formato, l'operatività del
trasmettitore/ricevitore, le macchine di trasmissione, un report completo.
Un display del tempo di campionatura della forma d'onda seriale viene
mostrato sul TEKTRONIX 1730 D Digital Waweform Monitor per segnali in NTSC (figura sotto).

Le misure sul segnale di programma video sono essenzialmente la banda di base
video e misure audio che sono state usate da anni.
Tuttavia esiste un nuovo aspetto associato al digitale in quanto l'accuratezza
della rappresentazione del segnale è limitata dal numero di bit per
campionatura. Una piccola quantità di dati digitali è presente nel segnale
video in forma di Vertical Interval Time Code (VITC) ma la cascata dei dati
seriali ha una capienza maggiore dei soli dati video; quindi necessitano metodi
di misura più completi.
L'analisi della forma d'onda digitale e dei suoi effetti sull'operatività
del trasmettitore/ricevitore è la nuova dimensione per i test e le misure
relative alla televisione.
Invece di acquisire strumentazione speciale per interpretare questa forma
d'onda ad alta velocità sono state aggiunte nuove prestazioni ai tradizionali
strumenti di misura e di test per la televisione aiutando la transizione alla
televisione digitale in modo più economico.
Il test di componenti passivi (cavi, patch ecc...) è simile a quello usato
con la banda video di base con l'eccezione che deve essere considerata una
banda passante molto più ampia.
Il terzo aspetto dei test e delle misure è quello ove la macchina o l'impianto
deve essere considerato in servizio o fuori servizio.
Tutte le operazioni di monitoraggio devono essere in condizioni di in
esercizio il che significa che lo strumento deve poter fornire all'operatore
informazioni circa il segnale digitale che contiene materiale di programma
attivo così come il segnale digitale stesso. Se esistono problemi che devono
essere risolti scoprendo ad esempio un inconveniente di natura intermittente,
sarà richiesta una condizione di test e misura in servizio.
A causa del ben noto tipo di "punto di rottura" del guasto per i sistemi
digitali, si rendono necessari anche test di fuori servizio che sono
altrettanto importanti.
Per riuscire a conoscere quanta sicurezza è disponibile in un sistema è
necessario sommare parametri di stress al segnale digitale in quantità nota
sino a che il sistema non vada in crash e questa condizione di stress non
è possibile effettuarla in condizione di impianto in esercizio.
TEKTRONIX sta effettuando ricerche circa i metodi da usarsi per determinare
la quantità di sicurezza senza per questo distruggere il segnale presente,
in modo che questa possibilità sia aggiunta alle macchine di prossima costruzione.
-Misurare la forma d'onda seriale
Se osservate un'oscilloscopio o un monitore di forma d'onda appropriati, gli
inviluppi di tempo (sovrapposti per persistenza del CRT o memoria di
campionature digitali) produrrano una forma d'onda che seguirà un certo
numero di diversi percorsi sullo schermo.
I diversi percorsi sono dovuti al fatto che i numeri nella cascata di dati
variano nei dati (stato di alto o stato di basso con possibilità o no di
cambiamento in punti di possibile transizione di tempo).
La forma d'onda che risulta è nota come "eye pattern" (forma a occhio) di cui
due "occhi" sono mostrati nella figura sotto.

Misure analogiche della forma d'onda digitale seriale cominciano con lo specificare l'uscita del trasmettitore come mostrato nella figura sottostante.

I parametri da misurare sono: ampiezza, tempo di salita, jitter che sono
definiti nell'enunciazione dello standard seriale SMPTE 259M.
La frequenza o periodo sarà determinata dal generatore di sync televisivo
che produrrà il segnale di sorgente, non dal processo di serializzazione.
Una unità di intervallo viene definita dal tempo tra due transizioni
adiacenti del segnale che sono il reciproco della frequenza di clock.
L'unità di intervallo è di 7.0 ns per l'NTSC e 3.7 ns per il PAL per segnali
in componenti a 525 o 625 linee.
Il ricevitore seriale determinerà se il segnale è "alto" o "basso" al
centro di ogni "occhio" e quindi identificherà il dato seriale. All'aumentare
del rumore e del jitter nel segnale a causa del transito sul canale di
trasmissione, di sicuro il miglior "punto ove prendere una decisione se
sia alto o basso" resta il centro dell' occhio (come mostrato nella figura sotto riportata)
ma qualche ricevitore seleziona il punto di decisione a un tempo fisso dopo ogni punto
di transizione.
Qualsiasi causa produca una riduzione in larghezza dell'occhio produrrà una
caduta di prestazione da parte del ricevitore.

In un sistema di comunicazione con correzione d'errore in avanti è possibile
un'accurata ricostruzione dei dati anche se l'occhio è prossimo a chiudersi.
Con la bassa quantità di percentuale d'errore richiesta per una trasmissione
corretta del video digitale seriale viene invece richiesto un'occhio pulito e
ben aperto dopo l'equalizzazione fatta dal ricevitore. Questo in quanto la
natura casuale del processo che chiude l'occhio ha "code" statistiche che
potrebbero causare errori occasionali ma comunque inaccettabili.
L'ampiezza è importante in quanto influisce sulla massima distanza di
trasmissione; una ampiezza eccessiva può produrre un problema, così come
un'ampiezza troppo piccola. Qualche equalizzatore nel ricevitore stima in
funzione dell'ampiezza ricevuta la lunghezza del cavo e setta di conseguenza
l'equalizzatore il che influisce significativamente sul rumore e sul jitter.
Una misura precisa della forma d'onda del trasmettitore richede un oscilloscopio
con una banda passante di 1GHz in quanto il segnale seriale ha un tempo di salita
di 1 ns. Tuttavia le misure in ampiezza possono essere fatte con oscilloscopi a
banda inferiore (da 300 a 500 MHz). Il monitorare e misurare la qualità dei tempi
di salita può essere fatto con strumenti di monitoraggio e test televisivi usando
tempi di campionatura equivalenti alla banda inferiore. Misure di tempi di salita
vengono fatte nei punti 20% e 80% come previsto per macchine a logica tipo ECL.
Sicome il segnale seriale ha un tempo di salita di circa 1 ns la misura deve essere
corretta con la seguente formula:
dove:

Per esempio un tempo di salita misurato in 1.4 ns dovrebbe indicare un tempo di salita attuale di 1 ns, un tempo misurato di 1.6 ns dovrebbe indicare un tempo attuale di 1.25 ns e così via.
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Fonte:la rete e i tecnici di Videostudio1
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